COSA FARE IN CASO DI SUCCESSIONE

Entro 24 ore dal decesso, il chiamato all’eredità deve presentare la denuncia di morte presso l’Ufficio dello Stato civile del Comune di residenza e, prima della sepoltura, rivolgersi sempre allo stesso ufficio per l’avvio delle pratiche cimiteriali. Tali adempimenti solitamente sono svolti dall’impresa di onoranze funebri incaricata.

Le regole che si applicano sono molto diverse.

  • Se c’è un testamento, è questo atto che disciplina chi diventerà erede o legatario e in quale misura succederà al de cuius. Si apre una successione testamentaria.
  • Per essere valido ed efficace il testamento deve avere le forme previste dall’ordinamento giuridico e rispettare la quota di legittima, ossia può disporre non di tutto il patrimonio, ma solo della parte rimanente dopo la sottrazione della quota di legittima (detta quota disponibile). La quota di legittima è riservata senza eccezioni ai legittimari: il coniuge, i figli (anche naturali ed adottivi) e, in mancanza di figli, gli ascendenti (genitori).
  • QUOTA LEGITTIMA. Intoccabile da parte del testatore sia col testamento, sia con una donazione in vita. In caso di lesione della legittima, testamento e donazioni sono impugnabili. Il calcolo della quota legittima deve essere effettuato secondo i parametri dettati dal diritto delle successioni.
  • Se non c’è un testamento, si apre la successione legittima, ossia stabilisce la legge chi succede e in che misura, cioè chi saranno gli eredi legittimi. Questo tipo di successione si apre anche quando il testamento dispone solo per una parte dell’asse ereditario o se è nullo o viene annullato.

Entro un anno dal decesso l’erede deve presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle entrate competente per territorio. In caso vi siano più eredi, la dichiarazione presentata da uno di essi è efficace per tutti gli eredi e per i legatari.

La dichiarazione di successione comporta anche il calcolo dell’imposta di successione dovuta allo Stato sulle eredità. Dal 1° gennaio 2019 è obbligatorio effettuare e trasmettere la dichiarazione soltanto telematicamente, attraverso un software di compilazione messo a disposizione sul sito web dell’Agenzia delle entrate, che consente di allegare anche i documenti necessari.

Si è esentati dall’obbligo della presentazione della dichiarazione se:

  • L’eredità è trasmessa al coniuge e/o ai parenti in linea retta (nonni, genitori, figli e nipoti) del de cuius e, contemporaneamente l’attivo del patrimonio ereditario ha un valore non superiore ad euro 100 mila e non comprende beni immobili (case, appartamenti, negozi, terreni) o diritti reali su immobili. Quando nell’attivo ereditario c’è un immobile, sono anche dovute allo Stato e dovranno essere pagate in autoliquidazione le imposte ipotecaria, catastale, di bollo, la tassa ipotecaria ed i tributi speciali (per es. per le formalità ipotecarie). La dichiarazione di successione e gli adempimenti fiscali sono attività che l’erede può compiere anche da solo.
  • patente di guida  riconsegnare alla Motorizzazione civile;
  • passaporto e porto d’armi consegnare alla Questura.

Nel caso in cui il defunto detenesse armi, gli eredi che non intendano procedere alla vendita o alla consegna di dette armi, avranno l’onere di richiedere il nulla osta alla Questura di riferimento, per poter continuare a detenerle;

  • carta d’identità, certificato elettorale e libretto di pensione  consegnare al Comune

Se il de cuius era un lavoratore dipendente, occorre informare il datore di lavoro del decesso. Gli eredi avranno diritto alla liquidazione della retribuzione maturata e non percepita, dell’indennità di fine rapporto e di tutti i diritti derivanti dal contratto di lavoro.

Il diritto degli eredi di richiedere tali somme si prescrive in cinque anni dal momento dell’apertura della successione.

Se il de cuius era pensionato, occorre informare l’istituto erogatore della pensione, normalmente allegando il certificato di morte e copia del documento d’identità del de cuius.

Se il de cuius era parte di un rapporto assicurativo vita, è necessario informare l’istituto di riferimento ai fini dell’attivazione del procedimento di liquidazione previsto dalle condizioni della polizza.

I premi di assicurazione sulla vita non sono tassabili e, quindi, non devono essere inseriti nella dichiarazione di successione.

Apertasi la successione, i rapporti di conto corrente devono essere dichiarati e saranno trasferiti agli eredi, i quali subentrano nella titolarità del rapporto giuridico con la banca oppure nel possesso del saldo contabile maturato sul conto ai sensi dell’art. 11 del D.L. 346/90. La successione del conto corrente opera diversamente a seconda che il de cuius fosse l’unico intestatario ovvero si tratti di un conto cointestato.

CONTO CORRENTE CON DE CUIUS UNICO INTESTATARIO:

Gli eredi sono tenuti ad avvisare la banca della morte de cuius mediante un atto notorio (o dichiarazione sostitutiva ai sensi del DdR. 445/2000) e a richiedere che la banca o gli intermediari finanziari interessati comunichino per iscritto la situazione finanziaria al momento della morte, attraverso

  • il saldo dei conti
  • il valore dei titoli
  • il valore dei fondi d’investimento
  • libretti, polizze e ogni altro rapporto

Inoltre, gli eredi sono tenuti a restituire tutto quando detenesse il de cuius in forza del contratto di conto corrente: assegni, carte di credito, bancomat. In caso di smarrimento, sarà necessario provvedere ad un blocco, in modo da evitare prelevamenti indesiderati.

CONTO CORRENTE COINTESTATO:

I conti correnti, i titoli ed i rapporti cointestati al de cuius e ad altre persone sono da considerare divisi in parti uguali.

In questo caso è necessario distinguere tra conto cointestato a firma disgiunta e conto cointestato a firma congiunta.

In caso di firma disgiunta, dove ogni cointestatario ha diritto ad effettuare prelievi, gli eredi del defunto (che subentrano nella quota di conto corrente) hanno diritto di prelevare dal conto anche a seguito del decesso e nei limiti della quota. Il conto rimarrà quindi aperto e l’intestazione dovrà essere modificata sostituendo, al nome del de cuius, il nome degli eredi.

Nel caso di firma congiunta il prelievo di denaro deve essere effettuato con la firma di tutti i cointestatari, quindi è necessario bloccare il conto corrente sino al momento in cui gli eredi decideranno in merito alla sorte del conto corrente.

Proseguono col subentro degli eredi, previa volturazione.

Auto e moto intestati al de cuius non entrano nella dichiarazione di successione però entrano nell’asse ereditario. Essendo beni mobili registrati non possono essere trasferiti all’erede per mera “consegna” come un bene mobile, ma sarà necessario seguire regole particolari attinenti alla trascrizione del passaggio di proprietà nel pubblico registro automobilistico (Pra). L’art. 94 del Codice della Strada prevede, infatti, che in caso di trasferimento della proprietà dei veicoli, motoveicoli o rimorchi, è necessario fare richiesta al Pra, entro 60 giorni dal passaggio di proprietà, ai fini dell’ottenimento della trascrizione del trasferimento e del rilascio del nuovo certificato di proprietà. L’erede quindi, dopo aver accettato l’eredità con atto pubblico o in una scrittura privata autenticata (o accertata giudizialmente) deve provvedere, entro 60 giorni dall’autentica, a registrare l’accettazione presso il Pra, che rilascerà un nuovo certificato di proprietà aggiornato, con il nome dell’erede e provvederà alla richiesta dell’aggiornamento della carta di circolazione. Non è possibile richiedere l’aggiornamento dell’intestazione in caso di accettazione tacita dell’eredità in quanto, formalmente, manca l’atto dal quale si evince il trasferimento della proprietà dal de cuius agli eredi, oltre alla loro individuazione.

Molto importante è comunicare il decesso alla compagnia dell’assicurazione obbligatoria per non perdere le coperture assicurative e verificare se sarà il caso di estinguere il contratto oppure di trasferirlo ad un nuovo proprietario.

Le contravvenzioni per violazione del codice della strada inflitte al de cuius non si trasmettono agli eredi, i quali possono chiederne l’annullamento.

Gli arretrati dei bolli auto, invece, vanno pagati.

Si trasmettono agli eredi e legatari secondo il contratto di società o le disposizioni testamentarie e la successione legittima. 

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