SUCCESSIONE LEGITTIMA

solo nel caso non esista un testamento valido ed efficace, la trasmissione dell’asse ereditario è stabilita dalla legge. SUCCESSIONE LEGITTIMA o AB INTESTATOQuando non vi è un testamento, oppure il testamento dispone soltanto per una parte dell’asse ereditario, il patrimonio si devolve secondo regole indicate dalla legge sulla base del rapporto di parentela tra il defunto e coloro che sono chiamati ad ereditare.

Nella successione legittima, la legge individua cinque categorie di soggetti detti successibili che possono diventare eredi:

Nella categoria dei successibili si individuano:

I LEGITTIMARI, ossia:

  • il coniuge, i discendenti intesi come figli (tutti i figli senza distinzioni tra naturali, legittimi, legittimati e adottivi)

  • in caso di mancanza di figli, gli ascendenti intesi come genitori

Gli EREDI LEGITTIMI, che verranno alla successione solamente in mancanza dei legittimari:

  • collaterali

  • altri parenti sino al sesto grado

  • ed, in mancanza di un successibile, lo Stato Italiano, il quale acquista di diritto senza accettazione e risponde dei debiti e dei legati intra vires, cioè entro le disponibilità dell’eredità

Quote di eredità nella successione legittima

Nel caso in cui il defunto non abbia espresso la sua volontà attraverso un testamento, si aprirà la successione legittima, quindi l’eredità verrà devoluta per legge ai soggetti successibili per le quote stabilite, secondo il seguente schema:

Se il defunto lascia solo il coniuge 1/1
Coniuge più un figlio 1/2 al coniuge e 1/2 al figlio
Coniuge più due o più figli 1/3 al coniuge e 2/3 ai figli
Coniuge ed ascendenti o fratelli/sorelle 2/3 al coniuge e 1/3 ad ascendenti o fratelli/sorelle
Solo un figlio 1/1 al figlio
Più figli 1/1 ripartito in parti uguali
Solo ascendenti 1/2 linea paterna – 1/2 linea materna
Solo fratelli e sorelle 1/1 ripartito in parti uguali
  • Nel caso un soggetto muoia senza figli, fratelli o sorelle o loro discendenti, succedono i genitori in parti uguali; nel caso non vi siano nemmeno i genitori, succederanno per metà gli ascendenti della linea materna e per metà della linea paterna. Nel caso gli ascendenti siano di grado diverso, il grado più vicino esclude gli altri.

  • Se muore senza figli, genitori o ascendenti, succedono i fratelli e le sorelle in parti uguali: i fratelli e sorelle unilaterali succedono per metà della quota.

  • Nel caso di concorso tra genitori e fratelli e sorelle, sono ammessi tutti ed i genitori avranno almeno la metà del patrimonio. Nel caso in cui i genitori non possano o non vogliano venire alla successione e vi sono ulteriori ascendenti, il patrimonio si devolverà a loro.

  • Nel caso di assenza di discendenti, ascendenti, fratelli e sorelle o loro discendenti, la successione si devolverà in favore dei parenti entro il sesto grado (figli dei cugini);

SUCCESSIONE LEGITTIMA

Casi

  • 1. quando c’è la presenza del coniuge e dei discendenti (figli legittimi e naturali), al primo tocca la metà dell’eredità, in concorso con un solo figlio,

  • 2. ovvero di un terzo se i figli sono due o più, ai quali spettano invece i due terzi, suddivisi in parti uguali;

  • 3. quando ci sono il coniuge, gli ascendenti e/o i collaterali (fratelli, sorelle), ma non i discendenti, al primo toccano i due terzi dell’eredità, mentre agli altri un terzo (art. 582 c.c.), da suddividere in parti uguali “per capi”, salvo il diritto degli ascendenti ad un quarto dell’eredità (544 c.c.);

  • 4. quando c’è solo il coniuge, ma non discendenti, ascendenti o collaterali del de cuius, al primo va l’intera eredità (art. 583 c.c.);

  • 5. quando ci sono solo discendenti, ma non il coniuge, ai figli va devoluta l’intera eredità suddivisa in parti uguali (art. 566 c.c.);

  • 6. quando non c’è né il coniuge, né i discendenti, ma solo gli ascendenti e i collaterali, l’intera eredità va suddivisa tra questi ultimi in parti uguali, salvi sempre i diritti degli ascendenti ex art. 544 c.c.

  • 7. in assenza di coniuge, figli, ascendenti e/o collaterali, sono chiamati a succedere al de cuius i parenti fino al sesto grado (figli dei cugini); la regola principale è quella secondo la quale i legami di parentela più prossimi escludono quelli di grado più remoto (ad es. prima gli zii che sono parenti in terzo grado, e poi i cugini, parenti di quarto grado, ecc.);

  • 8. se il de cuius non ha congiunti, parenti prossimi o remoti, o nessuno di loro gli è sopravvissuto, e non esiste un testamento, l’eredità viene totalmente devoluta allo Stato.

scarica schema successione legittima

Occorre ricordare, che al coniuge, secondo il disposto dell’art. 540 del codice civile “anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni“.

Il coniuge separato ha i medesimi diritti successori di quello non separato, purché non gli sia stata addebitata la separazione. In caso di addebito della separazione, il coniuge ha diritto soltanto ad un assegno vitalizio, commisurato alle sostanze ereditarie e alla qualità e al numero degli eredi legittimi, solo se al momento dell’apertura della successione, godeva degli alimenti a carico del de cuius.

Infine, è bene ricordare che nella categoria dei successibili non sono contemplati gli affini, sia diretti (suoceri, generi, nuore), che indiretti (cognati).

SECONDE NOZZE E FIGLI ACQUISITI

In caso di successivo matrimonio dovuto a vedovanza o a divorzio i figli del defunto concorrono insieme al coniuge superstite nella successione e l’eredità verrà suddivisa per metà al nuovo coniuge e per metà all’unico figlio o, rispettivamente, nella misura di 1/3 e di 2/3 in presenza di più figli, da ripartire in parti uguali tra gli stessi indipendentemente dal fatto che si tratti di figli di primo o di secondo letto.

Il nuovo coniuge, anche quando concorra con altri chiamati all’eredità, avrà il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare di proprietà del de cuius o comune ed il diritto di uso sui mobili. Il primo coniuge divorziato avrà eventualmente diritto agli alimenti a carico dell’eredità fino a che non cessi il suo stato di bisogno e non passi a nuove nozze.

Se nella famiglia del de cuius vi sono oltre ai figli avuti col coniuge, anche figli solo del coniuge superstite nati da un precedente matrimonio (figli acquisiti), come accade in caso di genitori entrambi già vedovi o divorziati che contraggano tra loro nuovo matrimonio, questi ultimi non hanno titolo per accedere alla successione legittima. In assenza di testamento con cui il defunto benefici i figli acquisiti, i figli chiamati all’eredità sono soltanto i figli del genitore defunto non anche i figli del coniuge dello stesso, con i quali sussiste un rapporto giuridico di semplice affinità, privo di rilevanza in ambito successorio. Senza testamento, dunque, i figli acquisiti non avranno, nulla per via ereditaria, neppure in assenza di altri parenti in vita. Le eventuali disposizioni testamentarie in favore dei figli acquisiti, in ogni caso, devono rispettare la legittima spettante ai figli del de cuius (avuti in comune con il coniuge superstite o da precedente matrimonio) e/o al coniuge dello stesso.